La stazione di Cavallerleone faceva parte della linea ferroviaria regionale per passeggeri Moretta-Cavallermaggiore che fu in esercizio dal 1886 al 1959.
Giovanni Tuninetti, classe 1942 è nato proprio in quella stazione gestita dalla madre, Caterina Ferrero classe 1909, dal 1933 a Maggio 1959 e dal padre cantoniere della tratta Cavallermaggiore-Airasca che si muoveva in bicicletta per le dovute manutenzioni sulla linea.
All’interno della stazione era presente un’ampia sala di attesa, una biglietteria ed un locale adibito a magazzino, mentre al piano superiore vi era proprio l’abitazione della sua famiglia.
Sul resto della linea erano presenti ben 14 caselli ferroviari e 37 passaggi a livello.
La madre si occupava della biglietteria, poi dismessa dopo poco tempo dal loro arrivo, e della gestione del passaggio a livello la cui chiusura avveniva azionando un argano a manovella, con uno spostamento di leve e contrappesi. Si occupava, inoltre, della chiusura a distanza anche del passaggio a livello successivo (Via Nosca) grazie ad uno straordinario sistema di cavi di acciaio, passanti in carrucole posizionate sulla linea, movimentati manualmente da una manovella che trasferiva il moto alla barra.
Non esistevano giorni di festa o riposo: quando la madre era impossibilitata a svolgere la sua mansione, la sostituiva il padre, talvolta la sorella maggiore.
Il passaggio a livello veniva chiuso almeno 5 minuti prima dell’arrivo previsto del treno, per cui era fondamentale ricordarsi l’orario di passaggio dei treni, anche se il trasporto era destinato in media ad un paio di passeggeri a settimana, a volte nessuno ed il treno, quindi, nemmeno si fermava.
Una volta saliti a bordo, non c’era controllore: solo il macchinista, pochi passeggeri, molto vapore e paesaggi agricoli. Gli interni del treno erano rigorosamente in legno ed era abbastanza spazioso per l’epoca, nonostante si trattasse di treni di seconda e terza classe.
Una carrozza al giorno era dedicata al trasporto dei prodotti dell’azienda Locatelli di Moretta che smerciava il contenuto del vagone nella vicina Cavallermaggiore.
La linea fu dismessa a causa dello scarso utilizzo da parte dell’utenza e già 15 giorni dopo la cessazione dei viaggi iniziò lo smantellamento dei binari che probabilmente furono destinati al potenziamento di linee maggiormente trafficate.